I premi di produzione fuori controllo.
E’ ben noto che vi sono delle disposizioni di legge riguardanti la distribuzione dei premi di produzione per i dipendenti del Comune a cui gli uffici hanno fatto fede, tutta
via la fase di difficoltà che sta attraversando l’economia impone una riflessione in merito. Circa 54 mila euro è la somma complessiva che è stata destinata ai dirigenti con premi che vanno dai 5000 ai 9000 euro ciascuno, mentre 1 milione di euro circa è l’importo da dividere tra i circa 450 dipendenti del Comune. Già in tempi non sospetti l’attuale amministrazione aveva dipinto la situazione delle casse del Comune come critica. Ora, che la situazione è stata ulteriormente aggravata dalla crisi generale dell’economia e che nuovi poveri e nuove povertà si rivolgono al comune come sta accadendo con grande evidenza proprio in questi giorni, è normale che i cittadini siano più attenti al modo in cui vengono spesi i soldi pubblici. Va da sé che di fronte a queste cifre molti si chiederanno com’è possibile che in un simile momento si costituiscano dei premi così elevati. Considerato che diverse persone fanno i salti mortali per far quadrare i propri bilanci familiari l’idea che vengano erogati premi così “vistosi” lascia quantomeno perplessi. Ma allora gli innumerevoli richiami della giunta alle ristrettezze economiche del comune a che cosa si riferivano?Anziché lavarsene le mani con la giustificazione degli adempimenti normativi la giunta avrebbe dato prova di maggior responsabilità se in relazione al momento di particolare difficoltà economica, avesse destinato ai premi di produzione solo una parte, magari rinviando la distribuzione del rimanente a momenti più opportuni.
Infine sorge spontanea una considerazione: Se tutti i dirigenti hanno ottenuto valutazioni altissime, vuol dire che tutti i servizi e gli uffici hanno olavorato in modo eccellente e ciò dovrebbe vedersi nella realtà cittadina, ma pare che la città sia tenuta in condizioni tutt’altro che impeccabili……qualcosa non torna.
6 January 2009 alle 19:23
carbone a nessuno?
apriamo un confronto su disservizi e inefficienze!
7 January 2009 alle 14:04
si complimenta per la chiarezza e la sinteticità dell’intervento: avanti così!
8 January 2009 alle 14:04
una curiosità mia… non conosco la normativa in materia. Il Comune non aveva alcun margine di autonomia? Anche la somma complessiva da stanziare è dovuta alle disposizione di legge, oppure il Comune poteva effettivamente stabilire di distribuire nel suo complesso in forma di premi una somma complessiva più ridotta?
E poi… l’elargizione di premi non dovrebbe essere concomitante all’esistenza di un sistema di valutazione dei risultati dei dipendenti? Esiste un simile a Gorizia? e come è fatto? (ad esempio: si valutano i singoli dipendenti o gli uffici? la valutazione individuale è la via suggerita dal ministro Brunetta, tuttavia recenti studi in materia di organizzazione del personale suggeriscono sia meglio valutare le strutture…)
8 January 2009 alle 18:09
Il bello è che tutti gli uffici hanno ricevuto valutazione altissime. Questo farebbe automaticamente pensare che la città è tenuta in modo ottimo. Eppure chiunque passeggi per Gorizia potrebbe avere molte cosa da dire a proposito. Ci sono sicuramente degli uffici che lavorano molto bene, ma sicuramente non tutti….
28 January 2009 alle 13:26
E se magari ci si informasse meglio, prima di sparare su come stanno le cose?
1. Questi “premi” nella P.A. sono un po’ come i vecchi “premi di produzione” nelle aziende. Anche in queste, da diversi anni sono legati in vario modo alla produttività e sono previsti per tutte le figure professionali.
Rappresentano praticamente l’unico spazio di contrattazione a livello aziendale, quello conosciuto come secondo livello di contrattazione.
2. Stabiliti gli obbiettivi, l’ammontare ed metodo di calcolo (si spera attraverso la contrattazione, ma nella P.A. non sempre è così), la “posta” viene messa a bilancio nei capitoli della spesa per il personale. Inutile perciò accorgersene solo quando si devono erogare.
3. Le cifre individuali sono assegnate - e questo è un grosso limite della contrattazione, dove si fa - sulla base del livello di inquadramento contrattuale e dunque del salario di riferimento. Quasi mai si arriva a determinare chiaramente e precisamente un obbiettivo, tantopiù al singolare. Il rischio è cadere sul lavoro a “cottimo”, cioè quantitativo piuttosto che qualitativo. E’ profondamente sbagliato pagare qualcuno sulla base del numero di timbri che mette nel corso di un anno.
4. Le cifre sono lorde. E’ il costo dell’amministrazione, non quanto percepito dal lavoratore. Dal lordo vengono detratte le spese contributive e fiscali che ammontano a spanne a circa il 40%.
5. Fatti i debiti conti ci si accorge che il lavoratore percepisce netti a pagare circa una mensilità aggiuntiva. E così arriviamo alla famosa 14a mensilità, tanto cara al pubblico impiego. niente di più, niente di meno.
Perciò si potrebbe discutere sul come, sugli obbiettivi di produttività, sul chi li realizza e chi no, ed anche se gli obbiettivi corrispondono alle reali esigenze dell’amministrazione. Ma si deve farlo prima, quando anche l’intero consiglio comunale è chiamato a discutere dello stato di salute dell’ente e di come è organizzato.
Farlo quando è il momento di erogare il concordato è fuorviante e può apparire strumentale, tanto più che i premi riservati alla dirigenza, difficilmente - quasi mai - vengono discussi e concordati a livello di contrattazione collettiva.
Perciò attenti alla confusione. Non fa bene a nessuno.