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Nuove possibiltà offerte da una viabilità transfrontaliera…

map2.pngE’ molto interessante quanto emerge da un articolo di Nicola Comelli su Il Piccolo del 13-09-08 che esegue un confronto sulle viabilità di attraversamento urbano di Gorizia e Nova Gorica. E’ evidente che sussistono molte variabili per effettuare una stima esatta dei tempi di percorrenza, però come giustamente viene evidenziato tutto il ragionamento si riferisce agli orari di punta. Ciò che osservato con particolare attenzione è che anche in presenza di distanze superiori, i tracciati viari in territorio sloveno grazie ad una migliore organizzazione, consentono di risparmiare qualche minuto.Il modesto contributo che si vuole portare a questa interessantissima analisi è di solleciatare una riflessione su ciò che viene definito in materia di trasporti “comportamento adattivo” degli utenti. E’ vero che negli anni si è consolidata una abitudine nell’utenza degli assi viari urbani fortemente influenzata dai valichi di confine, che innalzavano i tempi reali di percorrenza e soprattutto la percezione dei tempi di percorrenza, dirottando le scelte di goriziani/goricani su un tragitto piuttosto che un altro. Ora, in assoluta assenza di interventi significativi a Gorizia, sarà interessante osservare la modificazione delle abitudini di automobilisti, ciclisti, ecc.
Fuor di dubbio il fatto che un aumento delle utenze sulla viabilità slovena non può che alleggerire i flussi di traffico sulla vecchia viabilità di Gorizia, forse decongestionando un po’ le vie centrali ed abituando gli automobilisti ad una diversificazione tra viabilità tangenziale e di penetrazione urbana. Vengano rassicurati i molti conservatori goriziani: il traffico tangenziale che è plausibile supporre si sposterà progressivamente sugli assi sloveni, non è in ogni caso una tragedia per Gorizia! Tuttalpiù è una dimostrazione di una maggiore capacità di fare pianificazione.
Una nota di chiusura puntuale. Credo che possano essere anche contemplate ipotesi miste. Se dal Vallone si volesse raggiungere piazza Medaglie d’oro rientrando sulla viabilità italiana in corrispondenza della Casa Rossa e proseguendo per via Giustiniani, via Corsica forse si risparmia ancora un po’ di tempo. Anche l’asse di attraversamento Erjavceva-S.Gabriele non è esente da rallentamenti in ora di punta.

Viene riportato di seguito l’articolo da IL Piccolo del 13-09-08
nITINERARIO 1
CASA ROSSA-OSPEDALE: percorrendo il breve tragitto in territorio italiano s’impiegano addirittura 4 minuti (via Kugy, via Scuola Agraria e via Vittorio Veneto).
Passando invece per il versante sloveno si impiegano tre minuti nonostante il percorso sia di due chilometri anziché il chilometro del tratto italiano (via Vittorio Veneto, ex valico, piazza San Pietro, bretella verso Valdirose e Casa Rossa). Anche per i ciclisti il percorso in territorio sloveno garantisce più sicurezza e celerità. La pista ciclabile del piazzale di Casa Rossa, all’imbocco con via Cravos è molto insidiosa.
nITINERARIO 3
SALCANO-VIA SAN GABRIELE: rimanendo in Slovenia si impiegano quattro minuti e si percorrono circa tre chilometri (rotonda retrostante il Casinò Perla, piazza del Municipio, via Eriavceva e via San Gabriele). Passando per l’Italia si impiegano due minuti e si percorrono circa due chilometri (via Montesanto, rotonda - si fa per dire - di piazzale Medaglie d’Oro e via San Gabriele). È uno dei pochi casi in cui Gorizia batte Nova Gorica. Ma il vantaggio è effimero se, spalle alla rotonda posticcia, si osserva la direttrice via San Gabriele-via Eriavceva: quale delle due Gorizia offre un’immagine migliore?
nITINERARIO 2
VALLONE-MONTESANTO: in territorio italiano s’impiegano 13 minuti per percorrere circa sei chilometri (ultimo tratto del Vallone in località Case Sparse, viadotto 4° Stormo, rotonda Sant’Andrea, via Terza Armata, via Scuola Agraria, via Kugy, via Giustiniani, via del Rafut, via Corsica, piazzale Medaglie d’oro). Passando per la Slovenia invece si impiegano 10 minuti e si percorrono otto chilometri (da Merna attraverso la nuova rotonda verso Vertoiba, ring di San Pietro, bretella verso Val di Rose, strada per Nova Gorica, galleria Panovec, rotonda Qlandia, via Eriavceva, via San Gabriele e piazzale Medaglie d’oro.
Per attraversare Gorizia in automobile più velocemente lungo la direttrice Sud-Nord e viceversa nelle ore di punta conviene servirsi della rete viaria di Nova Gorica. Che, completamente rinnovata nell’arco di pochi mesi, consente attraverso agevoli rotonde e moderne gallerie collegamenti più scorrevoli.
Gorizia invece presenta una viabilità contorta, dovuta certamente al suo assetto urbanistico, ma anche alla nota lentezza di affrontare in modo drastico i problemi del traffico. Testimonianza di ciò sono le rotonde posticce disseminate in alcuni punti strategici della città. Scelta che tra l’altro rappresenta un pessimo biglietto da visita.
Uno degli esempi della convenienza della viabilità di Nova Gorica rispetto a quella di Gorizia è rappresentato dal breve tragitto che separa il piazzale della Casa Rossa dall’ospedale. Rimanendo da questa parte della frontiera, e quindi passando per via della Scuola agraria prima e via Vittorio Veneto poi, s’impiegano 4 minuti per coprire una distanza che sfiora appena il chilometro. Se, però, dalla Casa Rossa si fa il giro per San Pietro, i minuti scendono a tre.
Chi pensa che si possa trattare di un caso isolato, dovuto solo a una serie di circostanze favorevoli si sbaglia. Perché avviene la stessa cosa lungo un’altra direttrice: quella che dal Vallone porta a Montesanto e, più in generale, alla parte nord della città. Provare per credere. Per chi arriva da Trieste conviene entrare in Slovenia all’altezza di Merna. Da lì, ci vogliono 9 chilometri e 12 minuti per arrivare in piazza Medaglie d’Oro, dove si trova la rotonda realizzata dopo l’ingresso di Lubiana nell’area Schengen. Se, invece, si preferisce rimanere in Italia i chilometri si riducono più o meno a 6 ma i minuti salgono a 13. Uno in più. Va comunque detto che questi dati sono soggetti a variazioni a seconda degli orari. Probabilmente, allontanandosi dalle ore di punta (le percorrenze sono state registrate attorno alle 9.30), le differenze tendono a ridursi. Ma i lavori pubblici che hanno rivoluzionato il volto di Nova Gorica e delle zone circostanti inziano a dare i primi frutti. E anche la temuta apertura del centro commerciale Qlandia, giovedì scorso, non ha avuto particolari ripercussioni. Da questa parte del confine, invece, miglioramenti siginificativi, almeno per quello che riguarda il centro città, non sembrano esserci. Dall’ex valico di via San Gabriele alla rotonda del ponte VIII Agosto, passando per via Carducci, corso Verdi e corso Italia, ci vogliono ben 14 minuti, a dispetto degli appena 3 chilometri di strada che separano le due rotatorie. Va un po’ meglio tagliando la città da ovest verso est. Dalla stessa rotonda del ponte VIII Agosto all’ospedale, servendosi di via Leoni, via IX Agosto, viale XXIV Maggio e via Vittorio Veneto, il tempo impiegato è di circa 8 minuti. E anche in questo caso il conta chilometri del cruscotto segna una percorrenza di tre mila metri.
Infine, a rendere impietoso il paragone è la situazione agli ex valichi. Dalla parte slovena sono stati rimosse tutte le cabine, create rotonde e aiuole e asfaltate le carreggiate. Dalla parte italiana sono rimasti intatti i simboli del confine, come monumenti ai tanti che ne sentono la nostalgia.

2 Commenti a “Nuove possibiltà offerte da una viabilità transfrontaliera…”

  1. Marina scrive:

    Certo Gorizia e Trieste sono tra le zone più economicamente e socialmente depresse d’Europa, piene di difetti e mancanze. E questo è dovuto non al cattivo carattere dei goriziani e triestini bensì all’essere zone di confine. Anche tra la florida Germania e la florida Olanda, pur essendo paesi simili fra loro, in entrambi paesi le zone di confine sono zone depresse. Lo stesso è quasi in tutti i casi del mondo. Forse a volte hanno aperto negozi e supermercati, ma l’essenza economica delle zone di confine non è mai buona, e sono zone in decremento demografico nella maggior parte dei casi.
    Il confine deprime la società e l’economia, da sempre. Così come le minoranze sono fonte di spese e di attriti, di complicazioni, e non certo solo di ghiotte opportunità di scambio, che del resto sono assai più floridi ed elevati fra paesi a volte lontanissimi e senza nessuna reciproca minoranza.
    Non possiamo farci nulla, il confine c’è e lo dobbiamo tenere per sempre. Ma per favore non fateci ridere raccontando che è un ‘opportunità. Comunque dire sempre che in Slovenia è meglio , può gettare fumo negli occhi a chi mai ci è stato ma se fai un giro per Bilje e Vrtojba, non credo proprio nessuno le troverà più moderne ed eleganti di Bassano Oderzo e Castelfranco ma neppure di Savogna. E per quanto brutta sia Gorizia credo pochi si trasferirebbero nella orrenda Nova Gorica.
    La viabilità slovena è famosa per i suoi bruttisimi incroci e la segnaletica fuorviante. Si fa ridere da solo chi ora viene a dire che hanno belle strade, perchè hanno fatto un paio di rotonde.
    Non sarà un paio di rotonde a sistemare la viabilità non certo ineccepibile di un intero paese. Fare un km. in Slovenia, chiedetelo a chiunque, aumenta in modo esponenziale la possibilità di venir multato di solito arbitrariamente e ingiustamente. A parte che la convenienza in munuti è ridicola e ben di là da essere dimostrata, volentieri farò qualche minuto in più dalla parte nostra, che mi da molta più fiducia.

  2. Confi scrive:

    Scusa, ma..

    “La viabilità slovena è famosa per i suoi bruttisimi incroci e la segnaletica fuorviante.”

    “Fare un km. in Slovenia, chiedetelo a chiunque, aumenta in modo esponenziale la possibilità di venir multato di solito arbitrariamente e ingiustamente.”

    Queste sono due affermazioni del tutto false.
    Ora, non discuto se è meglio passare per Nova Gorica o meno.. però quello che dici qui è completamente falso. Ed io - a differenza di te - in Slovenia oggi ed in Yugoslavia prima, ci sono sempre andato, pur non parlando una parola di sloveno, e mi ci sono sempre trovato bene.

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