Ho sentito Open Source o sbaglio?
E’ approdato ieri notte in Consiglio Comunale un’emendamento sugli Open Source e la Pubblica Ammnistrazione. E’ stata proposta una modifica al Bilancio di previsione che chiedeva di destinare € 25mila per la formazione specifica di dipendenti del Comune di Gorizia sull’utilizzo dei programmi Open Source e Free Software. Si ricorda che in buona sintesi gli Open Souce Software sono software il cui codice sorgente può essere liberamente studiato, copiato, modificato e ridistribuito, in altri termini. quando un utente è entrato in possesso di una copia di un programma open source entra anche in possesso del codice. Attualmente il Comune di Gorizia acquisisce i propri software(MS Windows, MS Office, IBM CICS,, Oracle DB e Oracle Portal, ecc.) pagando una licenza d’uso che corrisponde ad una sola copia del programma, trovandosi così a pagare sistematicamente elevatissimi costi di licenza, quando invece potrebbe ricorrere a queste soluzioni ottenendo grandi risparmi.
A notte inoltrata, al termine di un botta e risposta tra favorevoli e contrari è stato convertito in una raccomandazione, che la giunta ha accolto riservandosi di approfondire il tema.
Sicuramente i tempi sono maturi per contemplare queste soluzioni all’interno della Pubblica amministrazione goriziana, soprattutto alla luce delle innegabili esigenze di abbattimento dei costi. Nella Provincia di Bolzano, installando gli Open Source Software in 83 scuole, hanno potuto cancellare dal loro bilancio i 269mila euro di licenze, sostituendoli con i 27mila che attualmente spendono per il servizio di manutenzione del nuovo sistema. E’ emersa però una grande paura da parte della amministrazione di essere inadeguata a intraprendere questo cammino. La solita paura del “no se pol”?
Considerata l’ormai enorme diffusione di Programmi gratuiti, come Open Office, Firefox, Thundrebird, ecc che sono pressoché uguali a quelli a pagamento già in uso negli uffici del Comune, non riesco francamente a comprendere un atteggiamento così restio. Ad ogni buon conto l’impegno della amministrazione a trattare l’argomento in commissione, lascia sperare che con gli opportuni approfondimenti si potrà ritrattare la proposta in occasione della prima variazione di bilancio.
Non c’è da disperare, è ancora tutto in ballo, bisogna insistere nella partita di “intraprendenza” contro “no se pol” e si vedrà chi la spunta alla fine.
20 March 2008 alle 21:19
da anziana benpensante rivoluzionaria ho voluto dotare la mia scuola di open source, proprio per i motivi esposti sopra; ho aderito ad un progetto della provincia di gorizia; la cifra di cui si parla mi pare pazzesca; credo che esistano associazioni non profit che si occupano della diffusione del sistema.
20 March 2008 alle 22:44
L’esperienza locale ci ha abituato a diffidare dai proclami, ma il fatto che qualche proposta moderna viene discussa in Comune, mi fa piacere.
Sono anch’io un estimatore degli Open Source e almeno per i programmi ordinari, non vedo alcuna controindicazione. Non conosco la proposta nei dettagli, ma già il fatto che se ne parli è notevole. Speriamo che non sia una bolla di sapone.
20 March 2008 alle 23:24
post scriptum
però, complimenti: si tratta di una questione non solo economica, ma di grande valore etico; che il sindaco romoli sia più illuminato dei suoi assessori?
21 March 2008 alle 11:00
Certo che vengono sollevate perplessità . In Comune non sanno nemmeno di cosa si tratta. Come sempre le perplessità vengono utilizzare come alibi per non fare. Bravo a chi si è interessato dell’argomento, quanti soldi risparmiati.
Io vado avanti con Openoffice e funziona da dio, perchè pagare allora Microsoft? Forse aloro non interessa, perchè tanto paga Pantalon.
21 March 2008 alle 22:32
del resto… mi pare siano stati fatti studi da centri di ricerca nazionali che indicavano in parecchie centinaia di milioni di euro il risparmio annuo se tutte le PP.AA. avessero adottato l’open source… E fra parentesi, il fatto che la Regione fosse proprietaria di Insiel era finalizzato anche a ridurre i costi di sviluppi di software dedicati (certo, se Insiel viene privatizzata cambia tutto…)
12 August 2008 alle 08:32
io vivo grazie all’open source ma pensare di passare tutto all’open source è quasi utopico e poi open source non vuol dire gratuito in senso assoluto…
io non conosco i programmi che il comune usa, ma leggendo vedo cose tipo Oracle, vuol dire che hanno degli applicativi specifici e pensare di portarli sotto mysql (ad esempio) pone problemi enormi e costi di sviluppo…